Ammetto di avere una certa predisposizione per i libri/mattone con argomentoni allucinanti, complicati all'inverosimile e con una fine orrenda, quelli, in pratica, acquistati solo da me, dall'autore, dalla mamma dell'autore e da Giacomo Poretti all'autogrill. Quando mi sono trovata d'avanti ATTI DI FEDE (già il titolo mi aveva messo in allarme) l'unica cosa che mi ha impedito di usarlo per sedia (si parla di quasi 500 pagine di scrittura minuscola) è stata la mia malsana passione per la teologia e le storie d'amore. Esatto ragazzi, questo mattoncino lego pesantissimo e alto 5 cm, parla in sostanza di una storia d'amore tra la figlia di un rabbino (Debora che a sua volta diventa rabbino) e un ragazzo difficile, un teppista cristiano (Timothy che diventerà prete), con l'intermezzo del racconto di come il fratello di Deborah (Daniel che doveva diventare rabbino per forza, essendo l'unico figlio maschio) per colpa di una donna manda a puttane un f...
4 Luglio 2014 Giorgio Faletti è morto. La notizia mi colpisce come un pugno, alle undici meno un quarto di un umido e afoso venerdì mattina, tipico dell’estate foggiana. Prendo una delle mie Chesterfield blu dal pacchetto semivuoto e fisso lo schermo del pc, pensando al perché questa notizia mi colpisca tanto. Una domanda retorica ovviamente, adoravo i suoi lavori, che fossero scritti, dipinti, cantati o recitati. Giorgio, l’ho sempre considerato un buon amico con cui discutere di argomenti che chiunque altro avrebbe trovato noiosi. Un mio grande cruccio è quello di non aver avuto la possibilità di conoscerlo di persona e di non averci mai parlato. Forse ci avrei litigato, forse me ne sarei innamorata. Un uomo d’altri tempi, così l’ho sempre immaginato. La sigaretta si spegne da sola, la cenere che cade sulle dita mi ridesta dall’apatia che accompagna la lettura di mille epitaffi apparsi su Facebook. Mi faccio un caffè, ovviamente con la moka, forte, nero e amaro. No...
Non so voi ma personalmente, quando leggo un libro, comincio a idealizzare l'autore. Ernest è uno di quelli che ho immaginato con più affetto, mi fa pensare ad un vecchio zio brontolone e burbero, ma con un grande cuore, sempre pronto a snocciolare vecchie storie da lupo di mare. Il vecchio e il mare è sicuramente il mio preferito. Credo fermamente che il valore di uno scrittore possa soppesarsi soprattutto quando sforna opere con argomenti "non facili", con "facili"intendo: amore, malattie varie, fantasy, guerra, politica, olocausto e potrei continuare all'infinito. Considero facili quei temi che coinvolgono un vasto pubblico e che, se hanno valore e son fatti bene, sicuramente venderanno tanto e saranno grandi successi. Questa mia interminabile introduzione ha lo scopo di farvi pensare: come si fa a rendere un capolavoro un libro che parla di un vecchio, che parla con un pesce e per giunta se lo fa fregare dai pescecani? Se voi ne avete una minima idea ...
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