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Visualizzazione dei post da 2017

Iris alla crema

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Ciao Amore,   ieri mattina il ragazzo del bar mi ha guardato dritto negli occhi e ha detto: “Stefy, oggi c’è un dolce nuovo, si chiama Iris vuoi assaggiarlo? Lo conosci?”.  Ho sorriso come una stupida annuendo appena, ho pensato a questo stesso periodo dell’anno scorso, e non ho potuto non immaginarti dire: “Quello non è un Iris,  non lo stai mangiando a Catania all’ombra dell’Elefante. Con me che ti tengo la mano e ti spiego perché puoi prenderlo alla crema e non al cioccolato! Il primo almeno”. La cosa strana è che tu sei spesso nelle mie giornate, come l’odore dell’inverno. Mi chiedo cosa fai. Se hai cambiato qualcosa nel tuo ufficio. Se hai deciso di gettare qualcuna delle tua camicie un po’ ridicole. Ormai non sei più davvero nella mia vita e non so nemmeno perché ho deciso di scrivere di e per te. Lo so, la colpa è solo mia, lo faccio sempre. Allontano tutto quello che si avvicina troppo e che potrebbe mancarmi se fuggisse via dal disastro che sono. Tra m...

GLI OCCHIALI E LA STELLA

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I momenti più intimi con lui cominciavano sempre allo stesso modo: gli toglievo gli occhiali. Partiva tutto con dei baci lenti, labbra che si sfiorano piano. Mi piaceva il suo modo un po' impacciato di volermi, mi faceva ricordare quanto fosse giovane, quanto poco contasse il mondo in confronto a quello stretto abitacolo dove eravamo costretti dalle circostanze. Quando non riuscivamo più a porre un freno, gli toglievo gli occhiali e le carezze legger e finivano. Credo gli piacesse. Era una cosa intima, nostra, privata, molto più di quasi tutto il resto. Mi piaceva avere la sua pelle addosso, avrei passato ore intere sul suo petto a sfiorarlo con la punta delle dita, per il solo vezzo di vederlo tendersi come la corda di una chitarra. La camicia era una storia d'amore a parte che cominciava col primo bottone aperto con attenzione, accelerava nel mentre e trovava il suo apice con l'ultimo quasi strappato. Poi infilavo le mani nel colletto e l'abbassavo sulle spalle fino...

NON ESISTIAMO NEPPURE

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Lui mi dona poesia. Non è una frase fatta, Lui è il fiume in piena che inonda il mio essere.   Quando riappare, dopo le grandi pause della vita, io scrivo, invento, io divento poesia. Lui è un anima dolce capitata in una testa matta.   Mi fa ridere, anzi mi costringe alla felicità. E poi basta. Silenzi lunghi e assenze eterne. Io e lui nella realtà non esistiamo neppure. Facciamo l'amore con gli occhi, mi accarezza con le parole e mi obbliga al rimpianto.   Io e lui non siamo una storia, ma se qualcuno decidesse di raccontarla, sarebbe qualcosa triste con tanti sorrisi e sguardi languidi. Non sono certa di amarlo. Semplicemente è il mio ultimo pensiero notturno a volte, ed il primo sorriso al mattino spesso lo dedico a lui.   Mi dona poesia, ma obbliga alla tristezza. Mi regala una gioia e mi impone un dolore.   Io e lui non esistiamo eppure, di notte quando la luna è la mia sola compagna e le stelle sembrano dispiacersi per me, lo penso forte e...

Alba nuova

Per l’ennesima volta il vuoto era di fronte a lei. Le ceneri di quello che considerava un grande amore, ancora fumanti, sulla sua anima. Era sempre il più difficile, il primo giorno, quello più distante dalla fine di quello straziante dolore. Era apatica, vuota. Il mondo sarebbe potuto crollare in quel momento, e lei non vi avrebbe dato peso. La sua storia più importante era finita, e l’unica cosa che il suo cervello riusciva a fare, era spegnersi. Una sorta di torpore indotto dal suo inconscio per evitare di distruggersi del tutto. Si erano visti nella piazza del loro primo appuntamento, gli innaturali venti gradi di quell’inizio dicembre le permettevano di tenere la gola scoperta, mettendo così in mostra il suo ciondolo. Quella stellina, che valeva come pegno d’amore. Non ci furono particolari parole, niente lacrime, solo tristezza che già cominciava a sfumare di malinconia. Un breve addio, due estranei che si conoscono più di chiunque altro. La giornata è finita, la...