Quell'unica notte
Fasci di luce dell'immensa sfera lunare, ricamata in rosso, attraversano le persiane semiaperte disegnando linee orizzontali su di noi. Stesi, su quel letto non nostro, in quell'anonimo hotel. Le nostre anime e i nostri corpi, nudi. Mossi dalla consapevolezza che questo solo incontro, è l'unica parentesi per vivere il nostro amore maledetto da un fato meschino. La vita non era stata generosa con noi facendoci conoscere. Non possiamo stare insieme, ma divisi siamo morti. Poche ore fa, sentendo il suo odore la prima volta, ho avuto la consapevolezza, chiara come un'alba, che non avrei sentito mai più qualcosa di così perfetto per me. I suoi occhi petrolio, tristi e buoni, mi guardano più in profondità di qualsiasi altro. Lui mi respira sull'anima. Si muove piano, ridestandosi dal placido sonno in cui era caduto, dopo aver fatto l'amore. L'amore, in modo vero e tanto intenso da essere emozione pura. Socchiude gli occhi, mi vede e sorride, mi stringe ancora ...