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Visualizzazione dei post da settembre, 2014

Quell'unica notte

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Fasci di luce dell'immensa sfera lunare, ricamata in rosso, attraversano le persiane semiaperte disegnando linee orizzontali su di noi. Stesi, su quel letto non nostro, in quell'anonimo hotel. Le nostre anime e i nostri corpi, nudi. Mossi dalla consapevolezza che questo solo incontro, è l'unica parentesi per vivere il nostro amore maledetto da un fato meschino. La vita non era stata generosa con noi facendoci conoscere. Non possiamo stare insieme, ma divisi siamo morti. Poche ore fa, sentendo il suo odore la prima volta, ho avuto la consapevolezza, chiara come un'alba, che non avrei sentito mai più qualcosa di così perfetto per me. I suoi occhi petrolio, tristi e buoni, mi guardano più in profondità di qualsiasi altro. Lui mi respira sull'anima. Si muove piano, ridestandosi dal placido sonno in cui era caduto, dopo aver fatto l'amore. L'amore, in modo vero e tanto intenso da essere emozione pura. Socchiude gli occhi, mi vede e sorride, mi stringe ancora ...

Cammina

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Malinconici passi sotto pioggia,  la solitudine come unica compagna.  Le mani ancorate sulle sue stesse braccia,  mimando un folle e triste abbraccio. Lacrime invisibili, nascoste da notte e gocce, fari lontani le illuminano il viso affranto. Freddo sulla pelle e nel cuore, profumo di terra e tuoni lontani. Cammina ritta e fiera piccolo spirito sofferente, cammina verso il nulla e l'infinito, cammina e non correr via da niente, cammina via dal passato senza scappare, cammina sui sogni infranti e le speranze perse, cammina per te stessa e per il tuo battito assente,  cammina per lenire qualcosa che domani farà meno male. Stefania LeoNoir 

I Ricordi

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Non mi piacciono i ricordi. Salgono in gola, formando un nodo impossibile da sciogliere, per poi arrivare al cuore creando una fitta sorda, fino a scendere nello stomaco dove fanno subbuglio e disordine. Mi piace pensare di essere una persona fragile e che i ricordi siano per gente forte, sicura e senza incertezze.  Loro sono difficili da rivivere, soprattutto se legati a emozioni forti. Quelle ancorate a lacrime e sorrisi. Li considero piccole cicatrici create dal tempo di vivere, alcune tanto profonde e nette da fare ancora male, altre lievi e sottili come piume leggere, che fluttuano malinconiche in un'aura di passato. I ricordi possono uccidere, possono straziare l'anima, ma forse è meglio morire per le tracce lasciate da un'emozione, piuttosto che vivere in un oblio vuoto e informe. Stefania LeoNoir