LA RAGAZZA SULLA PANCHINA BLU
C’è questa ragazza seduta con le gambe incrociate su di una panchina blu nel bel mezzo del parco. Ha una bellezza giovane, quasi ingenua. Non credo abbia più di vent’anni, il suo viso e disteso e rilassato come se il pensiero più lontano riguardasse le due ore successive. Gode dell’ultimo sole prima del tramonto, che festeggia tra i suoi capelli rossi e sulle lentiggini che le decorano il piccolo naso. Ha gli occhi chiusi ed un mezzo sorriso rilassato. Le cuffiette probabilmente la proiettano in mondo parallelo fatto di luci e parole che le piacciono molto. Un cane abbaia. Dischiude le ciglia. L’azzurro cristallino dei suoi occhi si posa sul padrone del piccolo barboncino che schiamazza come un ossesso, un energumeno di quasi due metri con tatuaggi e gilet di pelle, molto più adatto ad un mastino che a quel batuffolo ricciuto ed incazzato. L’omone del resto ha lo sguardo innamorato e tratta il suo cane come un fragile tesoro prezioso, coccolandolo ed accontentando...