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Visualizzazione dei post da febbraio, 2015

Recensione: Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway

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Non so voi ma personalmente, quando leggo un libro, comincio a idealizzare l'autore. Ernest è uno di quelli che ho immaginato con più affetto, mi fa pensare ad un vecchio zio brontolone e burbero, ma con un grande cuore, sempre pronto a snocciolare vecchie storie da lupo di mare. Il vecchio e il mare è sicuramente il mio preferito. Credo fermamente che il valore di uno scrittore possa soppesarsi soprattutto quando sforna opere con argomenti "non facili", con "facili"intendo: amore, malattie varie, fantasy, guerra, politica, olocausto e potrei continuare all'infinito. Considero facili quei temi che coinvolgono un vasto pubblico e che, se hanno valore e son fatti bene, sicuramente venderanno tanto e saranno grandi successi. Questa mia interminabile introduzione ha lo scopo di farvi pensare: come si fa a rendere un capolavoro un libro che parla di un vecchio, che parla con un pesce e per giunta se lo fa fregare dai pescecani? Se voi ne avete una minima idea ...

Mai vissuto

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Lei guardò fuori dalla finestra, il velluto nero della notte avvolgeva il mondo, il suo sguardo nel vuoto. Fu in quel momento che vidi una profonda tristezza passarle negli occhi, i dubbi che solo un cuore fragile può far nascere. Erano pieni di parole mai pronunciate e decisioni lasciate sospese. Vedevo l'ombra di quell'ultimo amore, quello non vissuto, che sapeva di felicità, quello mai iniziato per paura di delusioni. Era malinconia e solitudine. Era vetro, freddo e fragile. Era come vedere l'inutile perfezione di un'errore mai commesso. E mi chiesi, con grande sconforto, se si potesse morire per tanto dolore, quando in effetti non si era mai vissuto. Stefania LeoNoir

29 settembre 2010

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UN INCIPIT CREATO ORMAI QUASI CINQUE ANNI FA E CHE NON SONO MAI RIUSCITA A CONTINUARE, LO PORGO A VOI. ANCHE SE CREDO CHE RESTERA' SEMPRE SOSPESO NEL TEMPO... 29 settembre 2010 Quando il suo aquilone era alto nel cielo, il mondo le sembrava un posto più bello. Un piccolo dragone rosso e blu, dai colori molto vivaci, la cui coda gialla vorticava nel cielo. La faceva tornare bambina. Era felice. Davvero. Adorava l'autunno e suoi colori caldi, soprattutto la mattina presto, quando una leggera foschia rendeva irreale il mondo. Il parco dove si trovava era formato da un'ampia radura ricoperta d'erba e fiori selvatici, al limitare del quale si trovava un piccolo sentiero che attraversava un bellissimo boschetto di querce che, in quella particolare stagione, avevano il meraviglioso e rassicurante aspetto di un nonno in poltrona, con la pipa, di fronte al caminetto. Dal piccolo borgo di architettura fascista poco distante, proveniva il suono gioioso delle campane del caro...

Cronaca della mia mattina, quando Giorgio Faletti è morto.

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4 Luglio 2014 Giorgio Faletti è morto. La notizia mi colpisce come un pugno, alle undici meno un quarto di un umido e afoso venerdì mattina, tipico dell’estate foggiana. Prendo una delle mie Chesterfield blu dal pacchetto semivuoto e fisso lo schermo del pc, pensando al perché questa notizia mi colpisca tanto. Una domanda retorica ovviamente, adoravo i suoi lavori, che fossero scritti, dipinti, cantati o recitati. Giorgio, l’ho sempre considerato un buon amico con cui discutere di argomenti che chiunque altro avrebbe trovato noiosi. Un mio grande cruccio è quello di non aver avuto la possibilità di conoscerlo di persona e di non averci mai parlato. Forse ci avrei litigato, forse me ne sarei innamorata. Un uomo d’altri tempi, così l’ho sempre immaginato. La sigaretta si spegne da sola, la cenere che cade sulle dita mi ridesta dall’apatia che accompagna la lettura di mille epitaffi apparsi su Facebook. Mi faccio un caffè, ovviamente con la moka, forte, nero e amaro. No...

Recensione: Memoria delle mie puttane tristi di Gabriel Garcia Marquez

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L'anno dei miei novantanni decisi di regalarmi una notte d'amore folle con un'adolescente vergine... Che dire, già l'incipit è la firma di una delle menti più brillanti dell'ultimo secolo, è prepotente e avvolgente. Potrei sforzarmi di descrivere minuziosamente la trama di questo piccolo e breve capolavoro, di appena 141 struggenti pagine, ma non riuscirei a farvi cogliere nemmeno una briciola della carica emozionale che si porta dietro. Un anziano e solitario giornalista, con una particolare sensibilità per la musica classica, decide, all'alba dei suoi novantanni, ciò che avete letto nel sopracitato incipit (ora starete pensando: certo cosa c'è di più dolce di un rapporto pedofilo e delle malsane voglie di un vecchio satiro). Quest'uomo tanto saggio, che ha avuto numerose donne, che dovrebbe essere stanco essendo giunto al'alba della sia vita e che conosce bene il mondo, in qualche modo magico, scopre per la prima volta nella sua vita la bellezz...

Il tuo respiro sulla pelle

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Un corpo nudo poggiato al mio, tanto vicino che il mio cuore segue il battito del tuo. Una musica lenta, regolare, che sa di antico, di cose giuste, di potente. Rompe un silenzio assoluto, mi culla.  Restiamo così, un corpo solo, un solo battito, un solo respiro caldo sulla mia pelle nuda.  Poi, piano, ti muovi.  Mi stringi più forte, il cuore pompa più forte. Mi giri, mi guardi e i tuoi occhi sorridono. La tua gioia è anche la mia. Poso il naso sul tuo collo, profumi di emozione. Sei caldo, accogliente.  La perfezione di un semplice, languido momento. Il sonno arriva con le prime luci dell'aurora.  L'oblio non è tale se mi respiri sulla pelle. Stefania LeoNoir

Recensione: IO TI GUARDO di IRENE CAO

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Qualche mese fa una mia cara amica ha avuto la gagliarda idea di passarmi quella che molte fonti hanno definito: LA PRIMA TRILOGIA EROTICA ITALIANA. Non è il mio genere preferito e l'autrice non la conosco, ma mi dico: "perché no!?". Detto questo, non si può non fare un paragone con la più famosa trilogia di E. L. JAMES: 50 sfumature, anche se l'autrice si è ben discosta ta da quest'opera. Cominciamo! TRAMA Elena è una giovane restauratrice d'affreschi che vive a Venezia, lei è tranquilla, calma e a tratti ingenua, sta lavorando ad un'affresco in un palazzo privato per conto di un nobile. La sua vita è tranquilla e noiosa. Ha un'amico speciale Filippo, con un fascino tutto da nerd un po' sfigato. Tutto fila liscio finché nella vita della nostra protagonista si insinua per caso Leonardo, chef allucinate, siculo, con il fisico da Adone e le voglie di un mandrillo. Lei non fa in tempo a concludere con Filippo, quest'ultimo subito dopo cambia citt...

Recensione: ATTI DI FEDE di Erich Segal

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Ammetto di avere una certa predisposizione per i libri/mattone con argomentoni allucinanti, complicati all'inverosimile e con una fine orrenda, quelli, in pratica, acquistati solo da me, dall'autore, dalla mamma dell'autore e da Giacomo Poretti all'autogrill. Quando mi sono trovata d'avanti ATTI DI FEDE (già il titolo mi aveva messo in allarme) l'unica cosa che mi ha impedito di usarlo per sedia (si parla di quasi 500 pagine di scrittura minuscola) è stata la mia malsana passione per la teologia e le storie d'amore. Esatto ragazzi, questo mattoncino lego pesantissimo e alto 5 cm, parla in sostanza  di una storia d'amore tra la figlia di un rabbino (Debora che a sua volta diventa rabbino) e un ragazzo difficile, un teppista cristiano (Timothy che diventerà prete), con l'intermezzo del racconto di come il fratello di Deborah (Daniel che doveva diventare rabbino per forza, essendo l'unico figlio maschio) per colpa di una donna manda a puttane un f...

Recensione: 50 SFUMATURE secondo me

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E' la trilogia che ha appassionato le ragazze di tutto il mondo (e non solo le ragazze), è stato il libro che ha fatto avvicinare alla lettura milioni di donne che fino al giorno prima a stento leggevano il libretto d'istruzione del frullatore (e in alcuni casi sarebbe stato meglio  se avessero continuato a vivere nell'ignoranza), è diventato uno dei film più aspettati di sempre (per me era meglio quando dovevamo aspettare Harry Potter, anche se sprovvisto di frustini, manette e dilatatori vari), insomma l'avete capito: 50 SFUMATURE di E. L. JAMES. Ebbene si, ne parlo anch'io, col rischio cadere nel banale. Non né ho potuto fare a meno, in fondo da più di un mese siamo bombardati da pubblicità, post sui social e quant'altro. Personalmente ho letto la trilogia per pura curiosità, poco meno di due anni fa, quando è stato gridato al caso editoriale, ai record battuti e, perché no, all'incredibile successo tra le donne di un libro dagli espliciti contenuti se...

Una lacrima

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Schegge di un passato lontano, fanno largo nella mia mente stanca. Un bicchiere di rum, una sigaretta lasciata morire a metà e disegni di fumo vibrato nell'aria ferma della stanza. Un'assordante silenzio a fare da sfondo ad una solitudine ben voluta. Pensieri si susseguono. Un profumo, il tocco di una mano grande, un sorriso e, come sempre, i tuoi occhi. Una nuova triste compagna, scivola placida da una guancia.  Stefania LeoNoir

INNAMORARSI IN SILENZIO

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La prima volta che ti vidi, ciò che più mi colpì furono i tuoi occhi. Immensi, tristi, emozionanti fari verdi, di una profondità sconvolgente capaci di scavare enormi crateri nella mia anima stanca. Eri come me, lo capii subito. Non avevamo mai parlato, ma il tuo sguardo fisso sul mio corpo valeva mille discorsi inutili. Le parole non servivano, ma quando finalmente la tua voce è risuonata nella mia testa scoprii il suono più bello del mondo. Non avrei mai più dovuto ascoltare musica. Ero sazia del suono che avrebbe accompagnato per sempre le mie notti insonni, e se mai fossi riuscita a dormire, i miei sogni sarebbero stati la tua casa. Non mi era mai successo, scoprire uno spirito affine al mio, restare colpita da qualcosa di tanto perfetto, il legittimo proprietario del mio cuore, e non sapevo nemmeno il tuo nome. I giorni passarono placidi e troppo lunghi, ti vedevo poco, per caso. Quasi una punizione perché non avevo saputo aspettarti, perché ero già stata di qualcuno, perché a...